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Togliere, non aggiungere

I più troveranno contro natura l’affermazione. Invece io vedo questa come la lezione più importate appresa in questi anni.

La vedo nel mia vita come nel mio lavoro, che poi sono parti del medesimo insieme.

Da giovani

Da giovani si pensa a mettere quanto più si può.

Se si è designer o grafici, si cerca il bello (e spesso lo si ottiene) nella quantità.
Se si è sviluppatori di software, si mettono quante più funzioni possibili, certi che l’utente ce ne sarà grato.

Da non-più-giovani

…ma neanche vecchi, trovo affascinante cercare di togliere quel che è in più. Quello che, pur togliendolo, non cambierà il risultato.

Se si è designer o grafici, cercheremo le linee fondamentali per inviare il segnale, senza nulla più. Sarà solo più difficile spiegare al cliente perché abbiamo usato un solo font, o meno di 5 colori..
Se si è sviluppatori di software e perdutamente fan dei nostri clienti, cercheremo di applicare la regola dell’80-20.

Regola dell’80-20

“Nello sviluppo di un’applicazione, mira a soddisfare l’80% dei possibili utenti, non il 100%. “

Per il restante 20% avremo 3 possibili soluzioni*:

  1. Non fare nulla. Qualche altro prodotto nel mercato penserà a loro.
  2. Sviluppare un’applicazione apposita, naturalmente cercando di accontentare l’80% di quel 20%.
  3. Inserire nella nostra applicazione le funzioni avanzate, ma in modo non invasivo, quasi nascosto.

Il punto 3 rientra nella categoria delle Missioni Impossibili, quindi non fatelo.

Tirare le somme

Superfluo sottolineare che la regola dell’80-20 è applicabile e dovrebbe essere applicata per qualsiasi disciplina creativa.

Togliere è più faticoso dell’aggiungere; così come creare silenzio è più difficile che provocare rumore.

Ci vuole tempo, ma si può fare.

*Alcuni ottimi esempi della regola dell’80-20:

  • iPhoto (80%) e Aperture (20%)
  • iMovie (80%) e Final Cut (20%)
  • Garageband (80%), Logic Express (0,2*0,8=16%), Logic Studio (0,2*0,2=4%)
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Lacrime nella pioggia

A volte i miti sono cosa buona. Servono a misurare il tempo e la distanza.

Tra i miei, non molti per il vero, ce n’è uno in particolare, che ha navigato per più di una generazione: il Nexus serie 6 Roy Batty di Blade Runner. Spiegare le ragioni della sua importanza per molti di noi richiederebbe tempo e parole, ben oltre le mie possibilità. Ciò che mi risulta più facile è giustificare il nuovo titolo di questo blog.

Ragione d’essere di un blog, almeno per come la vedo io, è la preservazione di idee, opinioni e intuizioni, che altrimenti andrebbero perdute. La frase “tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia”, mi pareva quanto mai adeguata, nonché occasione per rendere omaggio ad una delle più elevate intuizioni del genere umano: il cinema.