Ho promesso una recensione ai tanti amici e followers del blog, ed ora, dopo più di una settimana di utilizzo, mi sento pronto. Beh, non proprio pronto.
Confesso che non ne sentivo un gran stimolo, e spiego il perché.
La prima ragione è che si è scritto già molto, e molto a sproposito, soprattutto da parte di chi non ha ben chiaro che una recensione prevede quantomeno di aver sotto mano il prodotto da recensire. La tentazione di citare la lunga serie di cialtroni è forte. Sia chiaro, non ho nessun problema con chi valuta negativamente l’iPad; è lecito e persino opportuno avere posizioni contro. Il problema è invece accettare le considerazioni di chi null’altro sa fare se non sciorinare specifiche tecniche, senza mai arrivare al punto, cioè all’utilizzo, cosa complessa se poi, come dicevo, nemmeno si è provato il dispositivo in questione.
L’altra ragione per cui questa recensione, come tante altre è, per certi versi, inutile, nasce dalla natura di questo “aggeggio infernale” di Apple. Cupertino ci ha abituati a prodotti innovativi quanto semplici da usare, ma qui le cose si fanno davvero serie, quindi cominciamo.
Il primo impatto
È avvenuto in treno, durante il viaggio in Romagna per qualche giorno di relax, in occasione del weekend del Primo Maggio. Lì è avvenuto lo spacchettamento e l’inizio della magia.
Un minuto di orologio per attivarlo, tramite iTunes del mio MacBook, e tutto era pronto per cominciare a giocare che con le applicazioni preinstallate e qualcuna che già avevo scaricato dallo store, prima della mia partenza.
Non mi soffermerei sul fattore estetico e costruttivo, semplicemente perché l’iPad è bello e costruito bene, ma chiunque l’abbia visto su Internet questo lo può vedere da se.
Meno evidente agli occhi invece è la sensazione che si prova nell’averlo in mano. Leggero quanto basta, minimale nelle sue linee e adeguato nelle sue proporzioni.
Utilizzo
Qui fa la sua comparsa l’ennesima ragione per la mia reticenza a questo articolo. Come dire, non c’è utilizzo. Davvero.
L’aneddoto è che dopo 5 minuti di fisiologica curiosità per l’apparecchio in sé, sapete che stavo facendo? Leggevo un romanzo con iBooks, e più precisamente “L’arca delle stelle” di Silverberg. Da quel momento il mio iPad è scomparso, in favore dei contenuti che di volta in volta ho consultato, ascoltato, visto e creato.
Quando facciamo uso di un pc, Mac, Linux, Windows, portatile o desktop che sia, il dispositivo “chiede” costantemente la nostra attenzione, anche perché difficilmente riesce a passare inosservato, vuoi per la tastiera, vuoi per la posizione che impone al nostro corpo o alla logistica. Per queste ragioni infatti la lettura di libri o la visualizzazione di film sul computer non è pratica interessante, pur con tutta la tecnologia e la qualità disponibili ultimamente.
Qui tutto cambia. Persino un film diventa più simile al cinema di quanto non riesca a farlo il nostro salotto con megaschermo e surround. Si perché 10 pollici a 30 cm dai nostri occhi non sono molto diversi dai 6 metri di uno schermo cinematografico. La qualità del display dell’iPad poi è da vedere e non si può proprio descrivere a parole.
Un iPhone gigante
Baggianate. Semmai è l’iPhone che rischia di sembrare la versione ridotta e limitata dell’iPad. Lo stesso (quasi) sistema operativo non significa nulla. Come sviluppatore per Mac, iPhone e iPad, so che, benché la tecnologia sottostante sia comune ai tre ambienti, quando si parla di interfaccia utente le differenze sono evidenti e in qualche caso radicali. Apple non ha certo bisogno di lezioni nell’ambito che da sempre è il suo punto di forza.
Mi piacerebbe parlare delle architetture software, ma qui il punto è quanto l’iPad sia un dispositivo neutro. Un contenitore quasi invisibile di contenuti serviti da una tecnologia magistralmente concepita.
La collocazione
Per chiarire meglio questo aspetto forse è il caso che faccia un resoconto della mia configurazione hardware, affinché si possa meglio comprendere come e dove l’iPad si colloca nell’uso della gente.
Dispongo sostanzialmente di quattro dispositivi primari:
- Un iMac da 27”, dove svolgo la mia principale attività di sviluppo e creazione.
- Un MacBook da 13”, estensione delle funzionalità dell’iMac in caso di mobilità, nonché, almeno fino a qualche giorno fa, strumento per la lettura di informazioni, accesso al web, mail, ecc.
- Un iPhone, col quale, sempre fino a qualche giorno fa, gestivo tutte quelle informazioni e comunicazioni di carattere generale di rapido utilizzo.
Questa era la mia configurazione prima del 29 aprile. Cosa è cambiato con l’iPad?
Tanto per cominciare il MacBook ha perso tutte quelle funzionalità, diciamo un po’ forzate, di consultazione di contenuti. Per esempio non viene più utilizzato la sera o la mattina a letto per la consultazione di notizie e siti o per l’attività quotidiana di risposta alle mail.
Persino l’iPhone è stato privato di molte funzionalità precedentemente condivise con il MacBook.
L’iMac invece ha mantenuto integralmente il suo ruolo, che l’arrivo del nuovo nato non ha minimamente scalfito.
Per tirare una morale a tutto ciò, le mie conclusioni sono:
- Il telefono torna a fare da telefono o al massimo da strumento per rapida consultazione delle informazioni.
- Il portatile mantiene la sua utilità solo se le vostre esigenze sono di trasportare determinate attività specialistiche normalmente svolte con un computer desktop.
- Il computer desktop mantiene le sue canoniche funzionalità, a patto che quello che ci fate non sia materia di iPad.
Insomma, se tutto quello che fate ora con il vostro computer è navigare, leggere e scrivere mail, chattare, creare testi e documenti, ascoltare musica e guardare film e fotografie, allora consiglierei, per un nuovo acquisto, di considerare l’iPad.
Conclusioni
Mi piace. Mi piace molto. Forse è il prodotto tecnologico che più mi ha affascinato negli ultimi anni. E la ragione è che lo trovo molto più vicino all’uomo di quanto i computer lo siano stati finora.
Questa recensione è scritta con l’iPad su una sdraio nel mio giardino, in questa piacevole giornata di primavera. Avrei potuto scriverla sul mio iMac in studio ma non sarebbe stata la stessa cosa. Avrei potuto scriverla comunque qui in giardino sul mio MacBook, ma anche così non sarebbe stata la stessa cosa.
I buoni consigli fanno sempre bene e raccomandarvi un iPad mi pare proprio un buon consiglio.
Addendum
Non vi ho parlato delle applicazioni fornite né di quelle di terze parti. Non vi ho descritto le caratteristiche tecniche. Non ho fatto tutto questo perché le specifiche del dispositivo non contano niente e le applicazioni sono tante e, per la maggior parte dei casi, perfettamente adeguate alle più disparate esigenze, e anche perché a consultare l’App Store siete capaci da voi. Ho solo cercato, come potevo, di trasmettervi le mie sensazioni di utilizzo, che, ripeto, utilizzo non è.
Come ultima cosa, allego qualche immagine e schermata, ricavata qua e là durante questa mia prima settimana con l’iPad.
PS: Naturalmente, se avete quesiti da pormi a riguardo, sarò lieto di rispondere.






